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07Apr2017

“Parlo con il mondo? Buongiorno recupero crediti”

In un mondo di fantasia, si potrebbe ipotizzare che il nostro pianeta sia continuamente contattato da aziende di recupero crediti, aventi il fine di recuperare il debito accumulato.
Chissà, se in questo ipotetico universo, al nostro pianeta sia già stata palesata la possibilità di attuare la procedura di saldo e stralcio.
Tornado con i piedi per terra, ad oggi, il debito globale ammonta, in dollari, a circa 44.000.000.000.000.
Una somma che in molti avrebbero difficoltà a leggere.
Analizzando la condizione debitoria, considerando il trasso di interesse e la condotta che i vari Paesi debitori hanno scelto di adottare, è certo che la somme sopra indicata andrà sempre più crescendo piuttosto che diminuire.
L’Italia si colloca al terzo posto nella classifica dei Paesi debitori dopo Stati Uniti e Giappone.
Attenzione però, sembra che più che arrivare ad un saldo del debito, l’interesse globale principale sia quello di far sì che il debito in essere sia giudicato come sostenibile, tradotto in due parole, nella possibilità di pagare gli oneri debitori rateali a tempo debito.
Nel mondo, le principali economie, fondano le loro radici sul debito, la loro capacità di produrre ricchezza fa sì che si riesca a pagare.
Ci si trova, in buona sostanza, in una bolla economica volta all’autodistruzione.
Finché i Paesi produrranno ricchezza, riusciranno a sostenere gli importi rateali, potendosi permettere di mantenere un debito pubblico alle stelle.
Ma, come mai non vengono mai palesati gli effetti nel lungo periodo?
La risposta è la seguente: le istituzioni pubbliche comprano e rinnovano il debito, aumentandolo sempre più.
Nella stragrande maggioranza dei casi, economisti ed analisti, prevedono un tracollo finanziario che trascinerà con sé una forte recensione ma, scostandosi per un attimo dal Dio denaro, si ragioni su quante risorse del pianeta vengono lapidate senza ritegno.

  • 7 Apr, 2017
  • Mauro Sisti
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